Nel parco storico di Villa Meli Lupi di Vigatto cresce una protagonista speciale: la vecchia Robinia pseudoacacia. Originaria del Nord America, la robinia giunse in Italia all’inizio del Seicento come curiosità botanica e fu subito apprezzata per la sua straordinaria vigoria. Cresce rapidamente, resiste alla siccità e si adatta anche ai suoli più poveri. Nel tempo si è diffusa spontaneamente, colonizzando margini di campi e boschi degradati, diventando una specie naturalizzata e perfettamente integrata nel paesaggio italiano.
Tradizionalmente non era protagonista nei giardini storici paesaggistici, ma a Villa Meli Lupi rappresenta un’eccezione significativa.
La pianta fu piantata dalla nonna dell’attuale proprietario, il Marchese Raimondo Meli Lupi, e da allora ha accompagnato le generazioni della famiglia, offrendo ombra e protezione sotto le sue chiome eleganti.
Oggi il fusto della robinia raggiunge una circonferenza di 145 centimetri, una dimensione insolita per questa specie. Le sue foglie composte, leggere ed eleganti, in autunno si tingono di un giallo caldo e luminoso, mentre in primavera produce lunghe spighe pendule di fiori bianchi profumati, ricchi di nettare, che attraggono api e insetti impollinatori.
Nonostante i segni del tempo – la chioma più alta e antica soffre per le radici che faticano a trasportare l’acqua – la robinia mostra straordinaria resilienza. Sta lentamente ricostruendo se stessa, abbassando il baricentro e formando una chioma più compatta. La proprietà segue con attenzione questo processo naturale, senza forzare la crescita, permettendo all’albero di continuare a vivere secondo il suo ritmo.
Un simbolo di resilienza
La vecchia robinia di Villa Meli Lupi è più di un albero ornamentale: è un simbolo di resilienza, memoria e affetto, capace di raccontare la storia della villa e della famiglia che l’ha custodita per secoli. Un esempio di come la natura e la cura umana possano convivere armoniosamente, lasciando un segno profondo nel paesaggio storico.











