La Villa Meli Lupi di Soragna racconta otto secoli di storia e di nobiltà parmense. Le sue origini risalgono alla potente Famiglia Lupi di Soragna, già signora di queste terre dal XII secolo, poi unita al ramo Meli, da cui nacque il nome Meli Lupi.
Tra i membri più illustri spiccano Bonifacio e Raimondino Lupi, protagonisti della vita politica e artistica del Trecento, amici del Petrarca e mecenati di opere come la Cappella di San Giacomo e l’Oratorio di San Giorgio a Padova.
Oggi, la Villa Meli Lupi conserva e tramanda questa straordinaria eredità storica, offrendo ai visitatori un viaggio nel tempo tra arte, architettura e memoria di una delle famiglie più prestigiose dell’Emilia-Romagna.
Scopri la storia millenaria della Famiglia Meli Lupi di Soragna, tra nobiltà, arte e tradizione.
I Meli Lupi e l’investitura imperiale
Nel 1530, Carlo V confermò a Giampaolo Meli, erede di Diofebo I Lupi, i diritti feudali e il titolo nobiliare, autorizzandolo a portare l’aquila imperiale nello stemma di famiglia. Da allora, i Meli Lupi divennero simbolo di fedeltà all’Impero e di indipendenza politica.
Nel 1709, grazie al sostegno del principe Eugenio di Savoia, l’imperatore Giuseppe I d’Asburgo elevò Soragna a Principato del Sacro Romano Impero, con il titolo di Principe del Sacro Romano Impero e trattamento di Altezza Serenissima. Questa investitura sancì l’autonomia di Soragna e il rango sovrano della casata, al pari dei più illustri nobili d’Europa.
Nei secoli successivi, i Meli Lupi conservarono i privilegi imperiali, incluso quello di battere moneta: lo scudo d’oro di Soragna, oggi rarità numismatica, testimonia ancora l’antico splendore di un casato che seppe unire nobiltà, politica e cultura nel cuore dell’Emilia-Romagna.
L’ultimo feudatario e la nascita del ramo Meli Lupi-Tarasconi
Con Guido IV Meli Lupi, nato nel 1741, si concluse la lunga epoca feudale di Soragna. Sotto il suo governo il paese conobbe un importante sviluppo urbanistico e amministrativo, ma con la dominazione francese e l’abolizione dei privilegi feudali si affermò il principio di uguaglianza tra i cittadini. Guido IV fu così l’ultimo feudatario di Soragna, segnando la fine di un’era.
Soragna mantenne tuttavia il suo prestigio storico di feudo imperiale autonomo, riconosciuto per secoli dagli imperatori del Sacro Romano Impero. Curiosamente, il Congresso di Vienna non inserì Soragna tra i principati soppressi, a testimonianza della sua singolare indipendenza giuridica.
Nel 1857, il conte Luigi Tarasconi nominò suo erede universale il marchese Luigi Lupo Meli Lupi, dando origine, con decreto ducale del 1858, al ramo dei Meli Lupi di Soragna Tarasconi.
L’unione tra le due casate portò alla fusione degli stemmi gentilizi e al passaggio in eredità della splendida Villa di Vigatto, ancora oggi considerata una delle più eleganti dimore aristocratiche della provincia di Parma.

















